EREMO DI CAMARDOLI

L’Eremo, isolato in mezzo a una foresta, appena sotto la cima degli Appennini, ha costituito l’habitat naturale nel quale i camaldolesi hanno iniziato la loro avventura e che non hanno mai abbandonato anche dopo essersi irradiati nelle città.
La vita della comunità monastica condotta in questo luogo carico di storia e relativamente isolato può sorprendere. Questo non deve far pensare che i monaci vogliano vivere come testimoni di un’epoca passata e in una maniera incantata secondo un immaginario anche troppo diffuso. Si tratta invece di un gruppo di uomini che vivono la sequela del Vangelo inseriti nella cultura del loro tempo e che si confrontano con tutti gli aspetti e i valori della realtà contemporanea.
L’eremo camaldolese si colloca tra il modo di vivere cenobitico e quello anacoretico, ne ritiene gli elementi migliori e crea un saggio equilibrio di solitudine e di vita comune. I monaci, nella sincera ricerca di Dio, riservano una particolare attenzione all’incontro filiale con Lui che si esprime nella preghiera, vissuta secondo la tradizione dei Padri.
La carità che unisce i fratelli in unica famiglia, il mistero di Cristo celebrato e vissuto in coerenza di vita, la Parola di Dio ascoltata e meditata ogni giorno, il colloquio orante che li unisce al Padre nell’ascesi e nella gioia dello Spirito, fanno della comunità monastica una proclamazione della presenza del Cristo nella Chiesa e dell’attesa del Regno dei cieli.
La forma più tradizionale di presenza dei monaci nel mondo è l’ospitalità che, secondo la Regola, tende non solo ad offrire sollievo materiale a coloro che visitano la comunità, ma anche a offrire sostegno spirituale nella comunione di vita e nell’incontro con la Parola di Dio.

DIGA DI RIDRACOLI

Un perfetto esempio di equilibrio tra ingegneria umana e ambiente naturale.
Un posto bellissimo che unisce l’utilità alla bellezza di un luogo da visitare. Parliamo della diga di Ridracoli, lo sbarramento artificiale del Fiume Bidente di Ridracoli e del più breve Rio Celluzze che, dagli anni ’80, fornisce acqua ad oltre un milione di persone della Riviera Romagnola e della pianura delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.
Il lago di Ridracoli si trova nel comune di Bagno di Romagna, sull’Appennino Romagnolo (provincia di Forlì-Cesena) ad un altezza di 557 metri sul livello del mare e rappresenta un piccolo angolo di paradiso dal forte impatto turistico e ambientale con numerose opportunità di svago.

L’invaso realizzato tra il 1974 e il 1982, si allunga per quasi 5 chilometri verso l’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, luogo che ospita moltissimi animali tra cui i meno timidi daini e caprioli, che spesso è possibile avvistare lungo la strada per arrivare o durante i tour in battello elettrico sul lago.
Anche la vegetazione contribuisce in larga parte alla bellezza e unicità di questo luogo ed è possibile ammirarla in autonomia o tramite visite guidate che vengono organizzate durante tutto l’anno.

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